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Visualizzazione dei post da aprile, 2020

CAFFÈ LETTERARIO: PIRANESI & ESCHER

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Intermediario: ” Benvenuti a tutti cari letterari e filosofi. Oggi abbiamo due artisti di grande fama con noi, il signor Giovanni Battista Piranesi e il signor Maurits Cornelis Escher. Durante la nostra conversazione ascolteremo le due visioni di questi artisti all'avanguardia e illusori , ora possiamo iniziare.” Piranesi: ” Parto dal presupposto che molti di voi mi criticheranno per il mio operato, come hanno già fatto in precedenza altri intellettuali del calibro di Richard Norris. Altri invece, saranno affascinati dalla mia visione della vita come Charles Baudelaire, Victor Hugo e Horace Walpole. Tutto ciò che ho rappresentato nella mia incisione “Carceri” è la negazione del tempo, lo sfalsamento dello spazio, l'impossibile. Ciò che è l'incubo e la prigionia nella vita. Un carcere in cui non ci sono sbarre, dove puoi scappare in qualsiasi momento ma che non è facile farlo, perché l'illusione della libertà porta l'uomo a un continuo status di dolore e m...

Intervista a Boullèe ai tempi di whatsapp

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     Lavoro di Arianna Papa e Lowelyne Manzano

UNA GIORNATA CON MOZART

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UNA GIORNATA CON MOZART LORENZO DA PONTE: Ben venuti al “una giornata con Mozart” ! Potete vedere, con gran piacere, che è arrivato Wolfgang Amadeus Mozart a raccontarci della sua vita impegnativa da musicista! WOLFGANG AMADEUS MOZART: Buon pomeriggio a tutti! Grazie di avermi invitato! LORENZO DA PONTE: Via… raccontaci della tua vita… WOLFGANG AMADEUS MOZART: Come credo che tutti ormai sapete, sono nato Il 27 gennaio 1756 a Salisburgo. Mio padre Leopold , compositore e insegnante di musica, ricopriva l’incarico di vice Kapellmeister presso la corte dell’arcivescovo Anton von Firmian e mia madre si chiamava Anna Maria Pertil . Ho sette fratelli, l’unica non morta durante l’infanzia è mia sorella maggiore Maria Anna. Per chi non lo sapesse, il Kapellmeister è la persona responsabile della musica di una cappella ecclesiastica. A tre anni già battevo i tasti del clavicembalo, a quattro suonavo brevi pezzi e a cinque già componevo alcune composizioni. ...

Carlo III Show - 2 parte

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Passiamo adesso all’ultimo argomento di questa serata, non che il più maestoso, ovvero la reggia di Caserta. Nel 1752 per sottolineare la mia grandezza ancora una volta ho deciso di far costruire un’enorme palazzo dalle dimensioni davvero molto grandi, costruita fuori dalla città di Napoli per evitare che i nemici provenienti dal mare potessero raggiungerla, era una costruzione troppo bella per rischiare di essere distrutta.  Decisi di far fare questa struttura per una destinazione unifamiliare ovvero solo per me stesso e la mia famiglia e l’unico che poteva  realizzare questa impresa fu Luigi Vanvitelli, architetto con ottime potenzialità nel suo lavoro. Lascio quindi la parola a Luigi Vanvitelli per spiegare al meglio la realizzazione di tale struttura. Carlo III: “Avanti Luigi, a te la parola” Luigi Vanvitelli: “Buonasera a tutti, ringrazio il mio amico Carlo III per avermi invitato questa sera e per avermi dato la parola su un argomento che mi tocca partico...

Carlo III Show - 1 parte

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Salve a tutti, mi presento. Io sono Carlo Sebastiano di Borbone ma molti di voi mi conosceranno con il nome di Carlo I durante il ducato di Parma e Piacenza oppure con il nome di Carlo III quando ero re di Sicilia. Sono il primogenito di Filippo V di Spagna e Elisabetta Farnese e durante la mia infanzia mia madre si impegnò per fare il modo che io ricevessi una corona in Italia in quanto ero solo terzo nella linea di successione al trono spagnolo. Mia madre riuscì nel suo intento, infatti nel 1731 ottenni il ducato di Parma e di Piacenza e nel 1732 mi dichiararono Gran principe del Granducato di Toscana. Ero molto fiero di me stesso, ma mancava ancora qualcosa per esserlo completamente, fu cosi che nel 1734 durante la guerra di successione polacca al comando delle armate spagnole ottenni anche il regno di Napoli e quello di Sicilia. Come se non fosse abbastanza l’anno successivo fui incoronato re delle due Sicilie a Palermo, anche se ancora oggi non ho ben capito come m...

UBERTO E SERPINA PRESENTANO PERGOLESI E LA SERVA PADRONA

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SERPINA E UBERTO PRESENTANO  Buona sera a tutti i presenti, stasera vi racconteremo da dove proviene la nostra storia, noi siamo Serpina e Uberto e stiamo per presentarvi l'inizio di tutto. La scena musicale napoletana nacque dunque sotto il regno del Mezzogiorno d'Italia con al comando Carlo I. Poveri e orfani furono i musicisti di maggior spessore del '700, presi dai conservatori sotto la loro protezione, questi edifici creavano in loro sogni e speranze, dandogli una vita piena di musica. Bambini di ceti più ricchi decisero di aggiungersi ai conservatori nella speranza di avere gli stessi sogni degli altri. Il teatro di San Bartolomeo visionario di molte opere come: il Didone, La finta Pazza, ed altri, fu il palco principale della città di Napoli fino al 1737, dopo quel momento tutto cambiò, perché a prendere quel posto fu il teatro di San Carlo. Grazie all'immissione del viceré altri autori italiani poterono mettere in scena le loro opere, drammi, tragedie e ...

INTERVISTA AD ANTONIO VIVALDI

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INTERVISTA AD ANTONIO VIVALDI di Valentina Lini e Veronica Lini                 Intervistatore: Buongiorno signor Vivaldi, grazie per averci concesso quest’intervista. Come sta Vivaldi: È un periodo particolare della mia vita, ma diciamo che tutto sommato alla fine sono ancora qui, quindi va tutto bene, grazie. I: Siamo davvero lieti di incontrarla, è un onore. Oggi è uno dei musicisti più conosciuti al mondo: quando e come ha iniziato ad avvicinarsi alla musica ? V: Diciamo che è stata genetica:  mio padre, Giovanni Battista Vivaldi, era violinista  presso la Basilica di San Marco. Ha fondato addirittura il Sovvegno dei musicisti di Santa Cecilia, ovvero una… confraternita, diciamo, di musicisti del posto, una sorta di gruppo di musicisti veneziani. Era anche insegnante di violino all’Ospedale dei Mendicanti, ed è da lui che ho appreso le basi del violino . Penso di doverlo ringraziare se oggi s...