INTERVISTA A JACQUES LOUIS DAVID

Intervistatore: Buongiorno signor David, la ringrazio di aver accettato il nostro invito e per essere venuto qui stasera a fare l' intervista.

David: Buongiorno, è un piacere per me essere intervistato da lei.

Intervistatore: Vorrei iniziare chiedendole della sua formazione in quanto pittore. Potrebbe dirci qualcosa a riguardo?

David: Sono rimasto orfano a 9 anni e sono stato adottato da mio zio. Mi ha subito indirizzato a fare gli studi sulla retorica, però si era accorto anche lui che non era la strada che faceva per me e ha notato un talento in me nell'arte. Dopo poco tempo mio zio mi cambio gli studi e mi indirizzò sullo studio sull'architettura.

Intervistatore: Le piaceva fare quegli studi?

David: No, non mi piaceva. Nella mia testa c' era qualcosa che non mi faceva appassionare agli studi che mio zio mi aveva fatto fare, perché sapevo che l' unica cosa che volevo fare era il pittore e a circa 16 anni ho iniziato a dedicarmi alla mia passione a tempo pieno.
Tornando alla domanda di prima, mi sono formato all' Accademia delle Belle Arti a Parigi.
Subito dopo mi trasferii a Roma per partecipare al premio Grand Prix che però sono riuscito a vincere solo dopo 4 anni.

Intervistatore: Signor David, può dirci qualcosa a proposito dell' influenza che hanno avuto i suoi viaggi?

David: Certamente, anche se i miei viaggi si sono limitati all' Italia hanno avuto un' influenza importante, Nel 1775 sino stato all' accademia di Francia a Roma con il mio maestro Vien. Pochi anni più tardi sono stato a Napoli dove abbiamo visitato le rovine di Ercolano e Pompei. In questi viaggi ho conosciuto la pittura romana e ho riscoperto l' arte rinascimentale, classica e barocca. Infine nel 1780 sono tornato in Francia.

Intervistatore: Potrebbe parlarci delle sue opere fatte durante questi viaggi?

David: Certamente, ho diverse opere di cui parlare. Ad esempio “il giuramento degli Orazi” che ho fatto nel 1785 a Parigi ed è attualmente conservato al Louvre, è un olio su tela ed è considerato il manifesto del neoclassicismo per il semplice motivo che la scena rappresenta un momento di dramma poetico ovvero l'attimo in cui tre uomini combattenti nonostante le loro differenze decidono di scontrarsi per la pace di Roma senza rappresentare un momento cruento. Dentro l'opera c'è un contrasto psicologico tra la donne e gli uomini, perché le figuri femminili sono rappresentate in un momento di tristezza mentre gli uomini sono pronti a combattere.

Il giuramento degli Orazi
Intervistatore: Mi ha lasciato senza parole, vorrei che mi parlasse di altre opere da lei realizzate.

David: Volentieri, per stare al passo degli anni le parlerò dell'opera che feci nel 1791 chiamata “Il giuramento della Pallacorda”, la scena rappresenta il momento in cui dopo l'intervento di Re Luigi XVI i deputati della assemblea nazionale il 20 giugno del 1789 si riunirono nella sala della Pallacorda per giurare di non separarsi fino a che non fosse stata redatta la costituzione in Francia. Oppure potrei parlare di una delle opere che più mi sta a cuore, fatta nel 1793 e realizzata per la morte di un mio caro amico, Marat. L'opera si intitola “la morte di Marat” attualmente conservata a Bruxelles, il dipinto rappresenta appunto la morte di uno degli uomini politici più importanti in Francia durante la rivoluzione, lui era il presidente dei Giacobini che combattè con la stampa il dominio dei girondini. Per fare questo dipinto ho ripreso la posizione della Deposizione fatta da Michelangelo, Raffaello e Caravaggio.

Il giuramento della Pallacorda

La morte di Marat
deposizioni a confronto





















Intervistatore: questa storia mi ha incuriosito, se non è di poco tatto vorrei chiederle da chi è stato ucciso il suo amico.

David: Lui è stato ucciso da una donna chiamata Charlotte Corday che faceva parte della fazione dei girondini.

Intervistatore: Mi dispiace molto per la perdita che ha subito, vorrebbe continuare a parlarci delle sue opere?

David: Mi piacerebbe molto anche se l'opera di cui ho parlato prima mi ha destabilizzato mentalmente. Ora vorrei parlare di un opera fatta sempre nel 1793 chiamata la “Maria Antonietta condotta al patibolo” che si trova al Louvre ed è la rappresentazione del momento esatto in cui la regina Maria Antonietta arrivò al patibolo per la sua condanna dopo la rivoluzione francese, mi ricordo ancora il momento esatto in cui la stavo aspettando su un balcone per raffigurare il suo volto per l'ultima volta. Come ultima opera vorrei parlare di “le Sabine” fatta nel 1794 e si trova attualmente al Louvre a Parigi. Feci i primi schizzi del dipinto durante la mia carcerazione avvenuta per il mio sostegno dato a Robespierre, la scena rappresenta in seguito il ratto delle sabine più precisamente l'epilogo di tre anni successivi al loro rapimento, dove i Sabini tentano di prendersi le loro donne dopo essere state rapite dai romani guidati da Romolo.

le sabine
Maria Antonietta condotta al patibolo





















Intervistatore: Abbiamo saputo che lei oltre ad essere un grande artista ha intrapreso anche una carriera politica. Ci ne vorrebbe parlare?

David: Si, il mio percorso politico inizia nel 1786 quando iniziai a frequentare gli ambienti dell' aristocrazia progressista, dove li iniziai a conoscere i protagonisti della rivoluzione francese. Sempre in questo periodo sono salito al comando degli Accademici Dissiddenti, ovvero un gruppo fondato per rivoluzionare le istituzioni delle belle arti. Nel 1792 venni eletto deputato nella convenzione Nazionale, così infatti diventai presidente iniziai ad avere i primi rapporti con Napoleone.

Intervistatore: A proposito di Napoleone, ci potrebbe parlare del rapporto che aveva con lui?

David: La mia stima verso Napoleone nasce dopo la vittoria nella Battaglia di Lodi e dopo il Trattato di Campoformio ho avuto la fortuna di proporgli un ritratto, lui accettò, ma purtroppo è tutt'ora incompiuto, poiché la seduta durò soltanto 3 ore.

Intervistatore: Per quanto riguarda gli argomenti d' attualità, cosa ne pensa della Rivoluzione Francese?

Intervistatore: Per quanto riguarda il mio pensiero sulla rivoluzione, io facendo parte di questi salotti ho avuto l' occasione di discuterne con altri intellettuali e penso che il metodo giusto per uscire da questa grande crisi è fare dei cambiamenti radicali che Napoleone sta eseguendo.

Intervistatore: La ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato. Le auguriamo una buona giornata.


David: Grazie mille, è stato un piacere.

Ritratto di Jacques Louis David


Ritratto incompleto di Napoleone
lavoro di Stiven Misho & Simone Pietrazzini

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